Archivio dell'autore: Alessio Jacona

Una panchina

Tempo fa ho scritto questa cosa breve e l’ho pubblicata su Facebook. Come ogni altra cosa che inghiotte il social di Zuck, era andata persa. La rimetto qui, con una precisazione: a differenza di altre cose che avevo pubblicato in precedenza, questa è in parte opera di fantasia. L’ho scritta seduto su una panchina davanti alla sede di Stand by Me, in una pausa durante la lavorazione di “E se domani”.
L’ho scritta assemblando cose diverse viste in momenti diversi, ma che sentivo avrebbero dovuto stare insieme per raccontare una storia, spiegare un principio. E dire qualcosa di me, col giusto garbo.

Siedo. Sono arrivato in anticipo. Una panchina libera era una tentazione troppo forte. Qualche minuto per me. Ancora qualche istante.

La gente passa. Qualcuno va di fretta. Qualcun altro perde tempo, esita, guarda le vetrine. Sfila il telefono di tasca e lo consulta distrattamente. Forse aspetta. Forse.

C’è posto accanto a me. Un anziano signore si siede. Nel farlo, fatica come se si stesse alzando. Trova la posizione. Si aggiusta. Sospira. E’ ben vestito. Di tutto punto. Avrà almeno novant’anni. E con la sfrontatezza di chi ha un’età in cui tutto è permesso, dopo qualche istante si gira a guardarmi. Mi fissa. Sorride.

“Il fumo fa male, sa?”, mi dice. Potrei ignorarlo, girarmi dall’altra parte. Non lo faccio. “Ha ragione”, rispondo, “ma a volte è necessario”. Ride. In modo strano in verità. Una via di mezzo tra un borbottio e un’esclamazione. Disapprova.

Si guarda un po’ intorno e penso che la nostra conversazione sia finita. Ricomincio a studiare i passanti, i loro gesti. Una donna attira la mia attenzione. Parla ad alta voce, quasi grida, mentre una lacrima scende lungo il suo viso. “Ma che uomo sei?” chiede a chi, da qualche parte, l’ascolta al telefono. Accelera e la vedo scomparire lungo via Cola di Rienzo, portandosi via il suo dramma e la sua vita.

“E’ sempre così”, dice il vecchio accanto a me. Reagisco come risvegliandomi da un sogno: “Prego?”. “Corrono con quegli affari nelle orecchie parlano da soli, passano e se ne vanno, ridono e piangono. Non sa quanti ne vedo”.

Non posso resistere alla tentazione: “E che idea si è fatto?”, chiedo. Si alza. lentamente. Uno sforzo enorme. Un movimento lento, a sfidare gli anni e la gravità. Vorrei aiutarlo ma sento che non devo. Che non vuole. “Tutte queste diavolerie, questi cellulari e le altre cose, e ‘sta gente è sempre sola. Sempre più sola. Buona giornata”.

“Arrivederci”, dico. Poi abbasso di nuovo lo sguardo verso il mio iphone.

Lo rimetto in tasca.

Fai ciao con la manina

Secondo il Guardian, XKeyscore è un tool della NSA che può intercettare ‘nearly everything a user does on the internet’.

(qui il pezzo dove si spiega tutto nei dettagli: http://gu.com/p/3hy4h/tw).

Dubito nutrano un qualche interesse per me ma, nel caso in cui fossero all’ascolto, questo sarebbe il mio messaggio per loro.

fuck_off

Il Personal Cloud spiegato da Doc Searls (video intervista)

In principio era il Cluetrain Manifesto. Testo rivoluzionario pubblicato nel 1999 in forma di 95 tesi (a riecheggiare la dirompente opera di Martin Lutero), il documento fotografava con straordinaria lucidità i profondi

Doc_Searlscambiamenti che l’avvento di Internet e dell’e-commerce stavano generando (e avrebbero generato) nei mercati planetari. Portava la firma di David Weinberger, Christopher Locke, Rick Levine e Doc Searls, ed è proprio a quest’ultimo che si attribuisce la prima e forse la più citata delle tesi:

“I mercati sono conversazioni”

Nove anni dopo, nel 2008, lo intervistai per Nova24 e mi spiegò che la crescita esponenziale delle presenze e delle conversazioni in rete, agevolate dall’avvento delle piattaforme di social networking, aveva cambiato le carte in tavola trasformando in mercati in “relazioni”.

Riepilogando, il nuovo teorema è che «i mercati sono relazioni». E se le aziende non sanno come muoversi, Searls sembra invece avere le idee molto chiare sul da farsi: «Insieme al Berkman Center for Internet and Society sto lavorando a un progetto di Vendor Relationship Management (VRM), ovvero l’opposto del Customer Relationship Management (CRM): il nostro scopo è creare strumenti che rendano le persone capaci di dialogare ad armi pari con le aziende ma anche con le istituzioni, con i governi e con qualsiasi organizzazione. In questo modo diventeranno cittadini migliori, interlocutori con cui vale la pena confrontarsi piuttosto che semplici clienti ai quali prendere i soldi e basta».

Poco tempo fa ho incontrato di nuovo Searls nel meraviglioso e fertile contesto di State of the Net e, durante una breve intervista (nel video di seguito), mi ha spiegato quale impatto sul contesto che studia da anni stia avendo l’avvento e la diffusione dei servizi di Cloud computing. Stiamo entrando nell’era del Personal Cloud – sostiene Doc Searls – dove servizi inizialmente pensati per il b2b si rivelano ora come la preziosa infrastruttura su cui costruire vere e proprie Life Management Platforms.

Intervista realizzata insieme con Antonio Giacomin.

Studiare gli italiani 70 milioni di tweet alla volta (videointervista)

Incontrato a State of the Net, Vincenzo Cosenza – alias “il mago dei numeri” in forze a Blogmeter  – racconta cosa ha scoperto delle abitudini degli italiani analizzando 70 milioni di tweet pubblicati tra gennaio e aprile 2013.

Intervista realizzata insieme con Antonio Giacomin.

I dipendenti “aumentati” che cambiano l’azienda

Qualcosa è cambiato: è un “uomo nuovo” e inevitabilmente diverso da ciò che era solo 5 anni fa quello che oggi entra in azienda, siede al suo posto di lavoro, svolge i suo compiti. Quando varca la porta dell’ufficio, lo fa portando in dote quella abitudine alla condivisione della conoscenza che ha fatto propria frequentando la “parte abitata della rete” – come l’ha chiamata a ragione Sergio Maistrello – vivendo ogni giorno la propria esistenza digitale su social network come Facebook o Twitter, dove raccoglie, consuma, rilancia e, sempre più spesso, produce un’infinità di idee, spunti contenuti.

E dove, nel privato, impara nuovi linguaggi e nuove regole di interazione aperti e trasparenti, che nascono per essere pubblici e condivisi. Nuovi codici di comunicazione e interazione che, come suggerisce il Venture Capitalist americano Greg Horowitt, nel momento in cui entrano in azienda creano le condizioni per la nascita di «un nuovo modello business basato su un nuovo contratto sociale». Un modo diverso di fare impresa in virtù del quale, oltre che riconoscere il talento e cercare in tutti i modi di farlo emergere e sostenerlo, «è altrettanto  fondamentale che tutti partecipino alla costruzione di un ecosistema in cui esso possa prosperare», lasciandosi alla spalle la competizione ad ogni costo.

Quindi ben venga in azienda il “dipendente aumentato”, che più o meno volontariamente si fa ambasciatore e protagonista dell’apertura e della libera circolazione delle informazioni come valori chiave nello sviluppo del business; quello che come rivela Derrick de Kerckhove, direttore del McLuhan Program in Culture and Technology, è «un information broker, un soggetto naturalmente predisposto allo scambio di informazioni utili agli altri». In altre parole, un «uomo diverso, abilissimo nel creare connessioni e che presto assumerà un ruolo sempre più importante nella comunicazione corporate, interna ed esterna».

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Porn industry, the Internet innovation engine we (prefer to) ignore

Sometimes ago I wrote a long article for L’Espresso (in Italian) on the amazing and mostly underestimated role of Porn Industry in the development of Internet and its technologies. The same technologies and services we use everyday when we start a videochat , watch a video via streaming or check-in on services like Foursquare.

patchenbarss300That piece wouldn’t be possible without an enlightening chat with Patchen Barss, a canadian journalist who has written about science, technology and culture for almost 20 years. In the following interview, the author of “The Erotic Engine“, describes “the powerful influence of pornography on advances in mass communication”.

enjoy.

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Mr. Barss, let’s start explaining why and how the Porn industry can be defined as the “erotic engine” powering (among others things) the development of internet technologies.

It’s easy to forget how terrible Internet technology was in the late 1980s and early 1990s. Expensive, unreliable connections, complicated command-line interfaces and weird connection protocols. A million things could go wrong, and even when it all worked, it was painfully slow and glitchy. Looking back, it’s difficult to believe anyone stuck with the technology long enough for it to improve.

The people who put in the work to make the Internet go in those early days often did so because the reward was pornography – first text, then images, then video. Pornography created the demand for Internet access, and also created demand for higher speeds, more reliable connections, and better interfaces. Many estimates suggest that sexual content represented as much as 80 percent of traffic on the pre-World-Wide-Web Internet.

Does this apply everywhere or is it just a US phenomenon?

Online pornography usage statistics vary from country to country, but there is no doubt that pornography had a global influence on technological development.

Is this influence still working today, when porn actors are adopting web2.0 technologies to disintermediate porn companies and sell their “products” by themselves?

Pornography has its greatest influence on new technologies – it was more influential over the early internet than today’s online sphere. Once a technology becomes fast, familiar and easy to use, the mainstream tends to take over and push pornography to the margins. This, to some degree has happened to the Internet – obviously there is still a huge pornographic presence online, but there’s now much more of everything else.

You touch on a good point, though – today’s Internet doesn’t represent the end of technological evolution. As new communications channels evolve – Web 2.0, haptics, virtual worlds – pornography and sexual content continue to exert their influence. There will always be new forms of communication that are as unfamiliar and weird as the Internet once was, and the early adopters of such technologies will almost certainly use them for sexual purposes.

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(Good) State of the Net 2013

C’è bisogno di qualità. C’è bisogno di sostanza. C’è (grande) bisogno di contenuti, idee, prospettive. Perché la conoscenza è potere, il potere di cambiare le cose. Anche in questo povero, vecchio, stanco Paese in ginocchio.

state of the netC’è bisogno di confronto, di testimonianze fresche, raccolte dentro e soprattutto fuori dai nostri confini.

C’è bisogno di Internet, degli strumenti e tecnologie abilitanti che essa porta in dote, tanto quanto di saperli comprendere a fondo, osservare dall’alto, da lontano. Di inquadrarli in un sistema, disporli lungo il filo di uno storytelling sapiente e capace di raccontarne passato, presente e soprattutto futuro.

C’è bisogno di sano networking consumato bevendo dell’ottimo vino a due passi dal mare.

C’è bisogno di gente capace, che sappia rendere tutto questo possibile.

C’è bisogno di  State of the Net. E se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo.

 

 Scatti da State of the Net 2013

 

Il servizio di Celia Guimaraes per Rainews24

 

State of the Net è Rock (playlist dell’evento)

Lost in Tel Aviv

A fine ottobre 2012 ero a Tel Aviv con Luca per seguire il DLD. Era un momento “complicato” e avevo voglia di scrivere. Così ho cominciato a raccontare su Facebook qualcosa di quello che vedevo. Cose brevi, che ho amato scrivere, dove mi diverto a raccontare le peripezie alla dogana, una corsa unica, la visita a Gerusalemme o l’incontro con il Presidente Shimon Peres e altro ancora.

Facebook aveva inghiottito e nascosto questi racconti. Li riporto alla luce qui, nella mia casa digitale che per troppo tempo ho trascurato.

“Benvenuto”

Esco dall’aereo con tutti gli altri. Il poliziotto è alla fine di un lungo corridoio, oltre il finger.

621259_10151080046547466_1067512759_oMi vede. Mi punta. Mi aspetta. Mi ferma. Vuole il passaporto. Lo guarda: “Via gli occhiali”. “Ero ancora giovane”, dico io scherzando. Lui, un’espressione impenetrabile. “Ha un altro documento?”. Favorisco la carta d’identità. “Sarebbe un giornalista?”. Favorisco il tesserino. Non è convinto. Mi scruta. Mi riscruta. “Mi segua”, dice.

Stanza spoglia e angusta. “Apra la borsa”. Tiro fuori tutto. Macchina fotografica, obiettivi, iPad, macbook, stampate prenotazioni, sigarette, accendini, cellulare di riserva. Non li guarda né tocca. Mi scruta. 5 interminabili minuti. “Può andare”, dice.

Non gli stavo simpatico. Lo vedi che la cosa è reciproca?

Dall’alto

415625_10151080039832466_460088600_oUna luna pigra e riversa mi guarda dal cielo. O forse mi ignora, ma con classe. Ci sta. Da una terrazza splendida vedo lo skyline di Tel aviv. Qui fa buio presto la notte è scesa in fretta. Annoiata. Sbrigativa.

Aspetto. Un’ambulanza si ferma lungo la strada. Qualcuno forse ha bisogno di aiuto. Poi va via a luci spente, e raramente è un buon segno.
Soffia il vento e sa di mare, di storia. Di vite vissute che non so comprendere. La sirena di un’altra ambulanza urla lontano, ma non troppo. Riesco anche a vederla passare. Sembra di essere a Roma, Londra, Parigi, Berlino, New York.
Quando parti il mondo sembra enorme. Quando arrivi le distanze si annullano, ti accorgi che è fin troppo piccolo, allo stesso modo ferito e indifeso, in continua evoluzione.

Poi capisci: il mondo è negli occhi di chi lo guarda.

L’incrocio

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Nominate le 16 finaliste per il TNW Startup Rally

Riconoscere una startup di successo non è facile. Servono metodo, competenze, visione. Tutte cose che non mancano sia ai cervelloni di The Next Web, sia agli specialisti di Microsoft Bizpark, dalla cui collaborazione è nata l’iniziativa TNW Startup Rally. Quest’ultima è una competizione nata per selezionare 16 startup di valore e dare loro la possibilità di presentare il proprio prodotto di fronte al preparato ed esigente pubblico della The Next Web Conference.

Sedici nomi che vale la pena tenere d’occhio e tra i quali ho scoperto con piacere figurare anche kompany, azienda specializzata nel fornire accesso facile ed istantaneo alle informazioni aziendali per le piccole e medie imprese e professionisti in tutto il mondo, nonché ultima creatura dell’ottimo Russel Perry, mi vecchia conoscenza.

Ma bando alle ciance: ecco i nomi delle 16 finaliste corredati di città di provenienza, link al sito e breve pitch. enjoy

 

TNW Startup Rally finalists:

Drippler
From: Tel Aviv, Israel
Quick pitch: “Helping mobile users make the most of their smartphones and tablets.”
Remark: announcing news at TNW Conference

 

Guide
From: Miami, United States
Quick pitch: “Guide turns your favourite online news and blogs into videos”
Remark: announcing news at TNW Conference

 

Hubskip
From: Amsterdam, The Netherlands
Quick pitch: ‘”Hubskip, always the best price for your flight. Even after the price drops.”
Remark: Launch at TNW Conference

 

Infogr.am
From: Riga, Latvia
Quick pitch: Infogr.am is a web-based infographic creator for making, publishing and discovering illustrated data.
Remark: announcing news at TNW Conference

 

Itembase
From: Berlin, Germany
Quick pitch: ” Your personal digital inventory. itembase enables you to build the digital collection of your belongings”
Remark: announcing news at TNW Conference

 

kompany
From: Vienna, Austria
Quick pitch: “kompany empowers professionals with easy access to international business background information”
Remark: announcing news at TNW Conference

 

Monolith 
From: Tallinn, Estonia
Quick pitch: “Monolith turns consumers into shoppers and shoppers into customers”
Remark: Launch at TNW Conference

 

Marfeel
From: Barcelona, Spain
Quick pitch: ” Marfeel automatically converts any web page into the best reading experience ever.”
Remark: announcing news at TNW Conference

 

Nine Connections
From: Amsterdam, The Netherlands
Quick pitch: “Nine Connections helps you discover shareable content that increases audience engagement, by predicting what people will see and share next.”
Remark: announcing news at TNW Conference

 

Nutrino
From: Tel Aviv, Israel
Quick pitch: ” Nutrino is the world’s first personal virtual nutritionist. Nutrino creates a personalized dietary plan that is tailored to your personal needs and preferences – your goals, medical profile, and culture.”
Remark: Launch at TNW Conference

 

Peerreach
From: Amsterdam, Netherlands
Quick pitch: ” PeerReach tries to make sense out of the world we call social media by analysing, ranking and labelling people and their public messages.”
Remark: announcing news at TNW Conference

 

PoweredNow
From: London, UK
Quick pitch: ” Powered Now is a business admin platform for field service companies (electricians, builders, plumbers, although anyone could use it), making it easy to quote, bill and manage your clients and most importantly get paid – fast!”
Remark: Launch at TNW Conference

 

Sush.io
From: Paris, France
Quick pitch: ” Raw Data Made Fresh. The tailored SAP+BO experience for you, today’s entrepreneurs.”
Remark: Launch at TNW Conference

Swipe
From: Olso, Norway
Quick pitch: “Swipe is the world’s simplest, most beautiful presentation tool. The focus lies on the experience of presenting, bringing real-time interactive slideshows to any screen, anywhere in the world.”
Remark: Launch at TNW Conference

 

Tyba
From: Madrid, Spain
Quick pitch: ” Re-imagining the way young talent and companies interact.”
Remark: Launch at TNW Conference

 

Zeppelin
From: San Francisco, United States
Quick pitch: ” Zeppelin helps executives understand how their company is performing and see what is going on across their team from a single place.”
Remark: Launch at TNW Conference

Medioera, gli ospiti del panel “artigiani aumentati”: Eleonora Ricca (Vectorealism)

Venerdì 20 luglio a partire dalle 21 a Viterbo, in piazza del Gesù (e in live streaming qui grazie a Telecom Italia), il panel sugli “artigiani aumentati” che reinventano il futuro. Un post alla volta, vediamo insieme chi sono i panelist.

 

Chi è Eleonora Ricca: Fondatrice Vectorealism

Cos’è Vectorealism: Vectorealism nasce con l’idea di mettere a disposizione di designer e appassionati tecnologie avanzate per la produzione delle loro idee, nel modo più semplice possibile.  Vectorealism è stato creato per facilitare il lavoro a tutti i creativi, fornendo virtualmente su ogni scrivania un sistema di taglio e incisione laser professionale e un’ampia disponibilità di materiali.

I loro clienti sono professionisti, aziende o semplici appassionati di design, moda e modellismo architettonico. Con il loro sistema creano modelli architettonici, opere d’arte, gioielli, oggetti personalizzati e capi d’abbigliamento. Trovate alcune di queste creazioni sul loro blog.

 

Su Linkedin: Eleonora Ricca