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Giornalismo online, questo sconosciuto

Oggi a Roma la sala conferenze della Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha ospitato un convegno dal titolo significativo: “Il giornalismo online, questo sconosciuto“.

L’incontro era organizzato da LSDI, sigla semi-allucinogena che sta per Libertà di Stampa Diritto all’Informazione dietro la quale operano giornalisti del calibro di Pino Rea e Vittorio Pasteris, ed era filmato dall’onnipresente Dolmedia. Proprio loro, nella persona dell’ottimo Fabrizio “Biccio” Ulisse, mi hanno intervistato margine della manifestazione ed hanno chiesto la mia opinione rispetto alla condizione del giornalismo online in Italia.

Il risultato lo potete visionare cliccando l’immagine di seguito:

Quando un “blogger” vince il Nobel

Prima di tutto, i fatti:

– Paul Krugman è professore alla Princeton University ed editorialista del New York Times;

– Paul Krugman ha vinto oggi il Premio Nobel per l’Economia;

– Paul Krugman è un blogger.

Detto questo, non lasciatevi trarre in inganno: non sto citando questa notizia per suggerire che i blogger meritino il Nobel e, con esso, rispetto e considerazione. Al contrario, sono stanco di partecipare a meeting, convegni e seminari dove sento parlare dei blogger come di una categoria, di una specie di esercito composto da milioni di soldati senza volto (magari adolescenti) uniti da un unico scopo condiviso. Scopo che, a sentire i detrattori, varia dal sovvertire l’informazione tradizionale e mandare a casa i giornalisti al demolire i brand per il puro piacere di distruggere.

E’ l’apotesi del classico “fare di tutta l’erba un fascio”, del generalizzare in luogo del voler capire. Quello stesso processo mentale che, dato l’esempio fornito dalla notizia su Krugman, qui mi autorizzerebbe a dire che i blogger sono così affidabili, preparati e competenti che uno di loro ha persino meritato il Premio Nobel.

Siamo seri. Il blog non è altro che uno strumento che consente di veicolare idee, informazioni, pensieri ma anche errori, odio e persino inutilità. La differenza, qui come altrove, la fa chi lo usa quando vi riversa dentro se stesso e le proprie conoscenze.

A questo punto il messaggio per le aziende e i loro manager mi sembra chiaro: smettela di generalizzare. Poteva funzionare 15 anni fa ma oggi la generalizzazione è un lusso che non vi potete più permettere perché la fuori, nella rete, ci sono milioni di persone, di professionisti, pensionati, disoccupati, adolescenti, casalinghe di Voghera che oggi hanno enormemente potenziato la loro capacità di comunicare grazie un blog.

Alcuni di loro hanno idee e competenze abbastanza originali e forti da emergere dalla massa. Altri vi resteranno sommersi per sempre. Tutti stanno parlando di voi, del vostro brand ed hanno imparato a pretendere un confronto diretto, un dialogo uno ad uno.

Scrollatevi di dosso i pregiudizi e attrezzatevi.

La nuova Ford Fiesta alla prova dei blogger

Mercoledì scorso ho partecipato ad una serata di presentazione della nuova Ford Fiesta, organizzata dalla rappresentanza italiana della casa automobilistica con l’ausilio di Promodigital e Buzz Paradise.

Scopo dell’incontro, replicato il giorno successivo a Milano e parte dell’articolato progetto di comunicazione denominato Love Factory, era coinvolgere alcuni blogger e sperimentare “prove dialogo” con la nuova Rete.

Come primo elemento degno di nota, segnalo che a fare gli onori di casa insieme a Elena Cortesi, communications & public affairs manager, c’era lo stesso presidente di Ford Italia Gaetano Thorel. L’incontro, piacevolmente informale, si è svolto in due parti: nella prima Thorel ha presentato il progetto Love Factory e l’automobile in sé, mentre nella seconda parte ha risposto alle nostre domande.

Per conto mio, non potevo che chiedere a Thorel:
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USA, il 93% degli utenti vuole interagire con le aziende sui social networks

Se credete che in genere gli utenti del web2.0 non apprezzino (o, peggio, detestino) la presenza delle aziende nei social networks, allora è bene dirvelo subito: vi sbagliate.

La conferma arriva dall’America e, più precisamente, da una ricerca recentemente pubblicata da Cone Business: nello studio si legge infatti che quasi il 60 per cento degli statunitensi interagisce con le aziende attraverso “social media web sites”.

Ancora meglio, il 93 per cento dei cittadini USA ritiene opportuno che le aziende siano presenti nei social media, mentre ben l’85 per cento si è detto convinto che la presenza delle company nel web 2.0 sia necessaria ma non sufficiente e debba quindi essere accompagnata da una reale interazione con i consumatori.

Il campione analizzato nella survey consta di 1092 individui divisi tra 525 uomini e 567 donne. Il 56 per cento di loro ha detto di sentirsi “più connesso a” e “meglio servito da” un Brand disposto a conversare attraverso i social networks.

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Digg alla conquista del mondo

Le notizie su Digg, arcinoto sito di “participatory news network”, sono sostanzialmente tre: la prima, e forse la più importante, è che l’azienda fondata da Kevin Rose ha raggranellato altri 28,7 milioni di dollari in finanziamenti. Una ventata di “freschezza” che si è subito tradotta nella ricerca di figure professionali per coprire nuovi posti di lavoro.

La seconda notizia è che voci insistenti danno Digg sul punto di espandere i propri servizi anche fuori dai confini statunitensi, da dove proviene circa la metà dei suoi abituali frequentatori. Se la cosa va in porto, potremmo presto veder nascere versioni localizzate del sito anche in vari paesi europei anche se, sono pronto a scommettere, non in Italia.

Infine la terza notizia, che in realtà è un “rumor”: secondo Om Malik, il buon Kevin Rose avrebbe venduto una grossa fetta delle sue azioni approfittando del momento particolarmente favorevole per la sua azienda per “monetizzare” il lavoro degli ultimi anni.

Traducendo, è probabile che un’altro giovane (e fortunato) imprenditore americano 2.0 si aggiri per la Rete con il portafogli rigonfio di soldi e la testa piena di idee per investirli, come per esempio è accaduto con Jason Calacanis.

Per conto mio ricordo che Rose, mentre facevamo due chiacchiere a Leweb3 l’anno scorso, aveva accennato a vari “and yet undisclosed” progetti cui stava lavorando. Ora sembrerebbe che abbia anche trovato i soldi per realizzarli.

Via The blog Herald

Sette consigli per un buon corporate blogging

Facendo due conti, in quattro anni ho scritto circa 3mila post, molti dei quali intorno all’argomento corporate blogging. Un archivio ricco e vasto ha principalmente due caratteristiche:

The good one: è un’enorme risorsa di spunti, notizie e riflessioni.
The bad one: spunti, notizie e riflessioni sono molto diluite e difficilmente fruibili, specie per chi approccia il blog per la prima volta.

Da qui l’idea di cominciare a scrivere con una certa regolarità “how to” e set di “Consigli” per riepilogare, e rendere quindi nuovamente disponibile, il frutto della mia conversazione con voi, on e offline:

Sette consigli per un buon corporate blogging

1) Non precipitate le decisioni – Avete aspettato tanto prima di decidervi a scendere nell’arena della blogosfera: attendere qualche minuto in più non farà una gran differenza. Prima di muovere un passo, assicuratevi invece di comprendere bene la portata e le implicazioni del vostro progetto di corporate blogging. Cercate di capire se avete “in casa” le risorse e le competenze necessarie a portare l’impresa a compimento con successo. Nell’incertezza, chiedete consiglio a chi tra i vostri colleghi ha fatto “il salto della barricata” o, meglio ancora, a un esperto del settore.

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“A voi comunicare”, le idee di Gandhi in un blog Telecom

Lo scorso 1 settembre ha visto la luce, inatteso, un blog realizzato per conto di Telecom Italia. Si chiama a “A voi comunicare” e vuole essere uno spazio di confronto intorno ad un tema “sapido” come il dialogo e la convivenza tra i popoli.

Di certo ricorderete lo spot che aveva per protagonista il mahatma Gandhi e con il quale Telecom ci ha martellato per mesi nel lontano 2004. Vi sarete anche accorti che, dallo scorso agosto, l’ex incumbent ha riesumato quella campagna istituzionale, recuperando e restaurando un discorso che Gandhi ha pronunciato all’Inter-Asian Relations Conference di New Delhi nel lontano 1947.

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How to: come gestire una “blog crisis”

Marketing Vox pubblica un interessante “How to” nel quale si spiega come gestire una “Blog Crisis”, ovvero l’emergenza che si scatena quando un blogger pubblica un commento negativo sulla vostra azienda ed esso viene rapidamente rilanciato e diffuso dal passaparola della blogosfera.

Lungi dal consigliare minacce e azioni legali, si parte invece correttamente sottolineando la necessità di rispondere “in tempo reale” al commento negativo, entrando senza esitazioni nella conversazione prima che questa prenda il volo senza di voi.

Come fare? Ecco 5 “tips” (che ho integrato con alcune osservazioni e ampliato con altri tre “consigli”) su come agire per evitare l’altrimenti inevitabile disfatta:

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Microsoft e Telecom a colloquio con i blogger

Quella appena iniziata si preannuncia come una settimana intensa dal punto di vista delle relazioni tra aziende e blogosfera: domani a Milano Pietro Scott Jovane, amministratore delegato di Microsoft Italia fresco di nomina, incontrerà una delegazione di blogger per presentarsi nel suo nuovo ruolo e per scambiare “opinioni su diversi temi di attualità del mondo ICT”.

Il venerdì successivo, durante il primo dei tre giorni di eventi previsti per la Blogfest di Riva del Garda, l’amministratore delegato di Telecom Italia Franco Bernabé incontrerà a sua volta i blogger per una “conversazione sul futuro dell’Italia digitale”. L’evento sarà trasmesso in diretta via web su Yalp!, la web tv di Telecom Italia.

Due iniziative simili ma a mio avviso condizionate da approcci molto diversi: da un lato Jovane, che invita i suoi interlocutori in un locale per sottolineare il tono informale dell’incontro; dall’altro Bernabé, che preferisce invece sedere in un aula convegni e far moderare il confronto da un giornalista professionista (nel caso, l’ottimo Luca DE Biase).

Visto che partecipo ad entrambi gli incontri, saprò presto dirvi chi dei due AD ha scelto la formula migliore.

Per saperne di più:

– “La blogosfera incontra Franco Bernabé

Codice Internet, oggi a Milano la presentazione ufficiale

Oggi alle 12, nella sala Commissioni di Palazzo Marino a Milano, Marco Montemagno presenta ufficialmente il suo (più che ambizioso progetto) di comunicazione/formazione e informazione sui temi della Rete:

“Codice Internet è il primo progetto in Italia per la divulgazione della Rete e della cultura digitale alle persone, per sensibilizzare istituzioni, aziende e media e contribuire a colmare il “divario digitale” del nostro Paese.

A partire da settembre 2008, Codice Internet organizzerà eventi e campagne a livello nazionale che proseguiranno fino alla fine del 2009, quando Milano ospiterà la prima “Internet Week” in Italia: un vero e proprio Festival di Internet”.

Impegni di lavoro mi hanno costretto a declinare l’invito alla conferenza stampa, che si annuncia interessante anche grazie alla partecipazione dei rappresentanti di Fiat, Cisco, Microsoft, eBay, Paypal, Yahoo! e Dada, main partner dell’iniziativa).

Non resta quindi che attendere i primi resoconti di quanti avranno voluto e potuto partecipare, nonché la pubblicazione del primo (ed atteso) programma con la scaletta dei primi eventi.

Per saperne di più:

Codice Internet
– Skytg24 – Reporter Diffuso