Archivi categoria: News

Medioera, gli ospiti del panel “artigiani aumentati”: Davide Gomba (Arduino)

Venerdì 20 luglio a partire dalle 21 a Viterbo, in piazza del Gesù (e in live streaming qui grazie a Telecom Italia), il panel sugli “artigiani aumentati” che reinventano il futuro. Un post alla volta, vediamo insieme chi sono i panelist.

Chi è Davide Gomba: Laureato in Scienze della Comunicazione, Davide è il Web master del blog di Arduino e gestisce autonomamente i corsi di arduino, portando avanti molti altri progetti legati a questo hardware opensource made in Italy (Fonte: Fablabitalia).

Cos’è Arduino: Arduino è un framework open source che permette la prototipazione rapida e l’apprendimento veloce dei principi fondamentali dell’elettronica e della programmazione. È composto da una piattaforma hardware per il physical computing sviluppata presso l’Interaction Design Institute, un istituto di formazione post-dottorale con sede a Ivrea, fondato da Olivetti e Telecom Italia. Il nome della scheda deriva da quello di un bar di Ivrea (che richiama a sua volta il nome di Arduino d’Ivrea, primo Re d’Italia nel 1002) frequentato da alcuni dei fondatori del progetto.
Il team di Arduino è composto da Massimo Banzi, David Cuartielles, Tom Igoe, Gianluca Martino, e David Mellis. Il progetto prese avvio in Italia a Ivrea nel 2005, con lo scopo di rendere disponibile, a progetti di Interaction design realizzati da studenti, un dispositivo per il controllo che fosse più economico rispetto ai sistemi di prototipazione allora disponibili. I progettisti riuscirono a creare una piattaforma di semplice utilizzo ma che, al tempo stesso, permetteva una significativa riduzione dei costi rispetto ad altri prodotti disponibili sul mercato. A ottobre 2008 in tutto il mondo erano già stati venduti più di 50.000 esemplari di Arduino. (Fonte: Wikipedia)

Su Twitter: @vongomben

Su Linkedin: davidegomba

Photo credit

Panel: Quando gli “artigiani aumentati” reinventano il futuro (Medioera.it)

Questa settimana la destinazione è Viterbo (per me, come tornare a casa) dove si svolge il Festival culturale Medioera.it (16 – 21 luglio). Sarò lì un po’ tutto il tempo per dare una mano e per fare interviste, ma anche e soprattutto Venerdì 20 luglio, quando dalle 21 in poi andranno in scena gli “artigiani aumentati” (o #makers se preferite) che reinventano il futuro.

Prima del panel, del quale copio e incollo di seguito il concept che ho presentato agli organizzatori di Medioera e l’elenco degli ospiti, Roberto Bonzio mi e ci farà l’onore di introdurre il tema con uno dei suo splendidi Talk.

Il tutto avverrà all’aperto nella splendida Piazza del Gesù (vedi foto ultima edizione), interamente a nostra disposizione, ma anche in Rete, dove saremo presenti qui grazie allo streaming live dell’evento (e di altre due serate) reso possibile dalla partnership tecnologica con Telecom Italia (a breve maggiori info).

Panel: Quando gli “artigiani aumentati” reinventano il futuro

La terza rivoluzione industriale nasce sulle scrivanie, nei laboratori e sulle incudini dei #makers, anche italiani. Di chi oggi sa raccogliere l’antica tradizione culturale artigiana di questo Paese, sommarla alla grande e stratificata esperienza nel design, e quindi moltiplicare entrambe grazie all’uso aperto e creativo di tecnologie abilitanti hardware e software.

Sono i nuovi creatori di valore, gli “artigiani aumentati” che dominano le nuove tecnologie per tornare a creare le cose con le proprie mani, nel mondo reale. Che sono local nella produzione e global nella presenza sul mercato, e che possono contribuire in maniera sostanziale nel rifondare un’economia malata restituendole un futuro. E che, anzi, lo stanno già facendo.

Partecipano Chiara Spinelli (Eppela), Davide Gomba (Arduino), Eleonora Ricca (Vectorealism), Christian Grande (Italia Veloce), Alessandro Molinari (Garage design).

Modera: Alessio jacona

Per il Live Tweeting l’hashtag è #medioera2012

 

PS: Il 21 la solita Diletta Parlangeli porta sull stesso palco Claudio CoccolutoSaturninoArianna BassoliDavide Ferrario, per un panel intitolato: “Cambiare musica. Come la rete influenza la creatività degli artisti e il loro modo di interagire con fan e colleghi”. Anche per quello ci sarà streaming live, ma fossi in voi valuterei attentamente l’ipotesi di fermarsi un paio di giorni.

Advertising off e online, gli inserzionisti ricominciano a spendere (Nielsen)

Da Nielsen gentilmente mi informano che gli investimenti in advertising sono in crescita a livello globale e un po’ su tutti i media. A dominare la scena è sempre la solita TV, che si becca allegramente la maggior parte dei dollari investiti, mentre (con poca sorpresa, viste le dimensioni attuali del mercato) sono gli investimenti in online advertising a registrare il maggior incremento (+12,1% a livello globale nel primo quarto rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso).

“TV, newspapers, radio, outdoor, Internet and cinema also saw an increase in ad spend in the beginning of 2012 compared to last year. During that time, ad spend overall increased 3.1 percent globally”.

Altri dati presenti nel rapporto dicono che gli ivestimenti online crescono bene in Europa (+12,1%), molto meglio in America Latina (+31,8%) e alla grande in Medioriente e Africa (+35,2%), dove anche un medium vecchio ed esausto come la Televisione porta a casa un +33,8%, confermando la regione come mercato ricco di opportunità.

In tutto questo tripudio di crescita, indovinate un po’ chi è registrare un “lieve calo”? I magazine, cui però fanno da contraltare i quotidiani con un +3,1%, ancora a livello globale, e che comunque portano a casa dati di crescita in un mercato ben più consolidato di quello online.

Accolgo invece con cauto ottimismo la buona performance della radio:

Radio saw increases in every region around the globe, including a 2.6 percent increase in North America and 2.8 percent in Europe. In emerging markets in Latin America and Middle East and Africa, those increases were much higher. Radio grew 18 percent in Latin America and 21.1 percent in the Middle East and Africa.

Insomma, dopo aver chiuso ermeticamente per mesi i cordoni delle borse, gli inserzionisti tornano a spendere in pubblicità perché desiderosi – per dirla con Nielsen – “di riconnettersi con i consumatori”. Il che sarebbe anche una buona notizia, se ora non corressimo il serio rischio che gli editori si illudano ancora di poterla scampare facendo conto soprattutto sulla raccolta pubblicitaria.

 

 

Quando il cooperante internazionale diventa citizen journalist

A fine maggio Firenze ha ospitato l’evento Terra Futura e, al suo interno, l’edizione 2012 di Words World Web. Durante la tre giorni c’è stato posto anche per un panel che ho pensato e coordinato per aprire un confronto su come cambia l’informazione dalle zone calde del mondo, sul ruolo dei nuovi protagonisti e sulle sfide per i media tradizionali.

“Impegnati sul campo, migliaia di progettisti, consulenti,operatori umanitari e ambientali che lavorano nei settori dell’assistenza, della sanità, della prevenzione dei disastri naturali, dell’educazione e della formazione, del commercio e dell’artigianato si trovano in prima linea ovunque nel mondo ci sia bisogno del loro aiuto.
Grazie alla Rete e alle tecnologie abilitanti che essa mette a disposizione, molti di loro diventano anche voci indipendenti e (spesso le uniche) fonti di informazione diretta e aggiornata dalle zone di crisi, sia come singoli citizen journalism che come “reporter” per i siti delle ONG cui fanno capo, le quali a loro volta iniziano a configurarsi come piccoli media verticali”.

Il tema era provare a definire l’entità del cambiamento in atto. Gli ospiti, che ringrazio nuovamente, sono stati:

– Paola Amicucci, responsabile Ufficio Stampa Intersos

– Gianfranco Belgrano, giornalista Agenzia di stampa Misna

– Stefano Epifani, giornalista e docente presso Università La Sapienza Roma

– Cristiano Lucchi, giornalista professionista in forze all’ufficio stampa della Giunta Regionale Toscana

di seguito un video riassuntivo relativo ai temi del panel,

E un’intervista al sottoscritto.

Spero di riuscire a trovare anche l’integrale del panel.

Il giornalismo musicale nell’era del dopo MySpace (Panel al Festival di Perugia)

Ricapitolando, i temi sul piatto quando si parla di musica digitale sono parecchi: nuovi mercati online e nuovo business, futuro delle major e degli artisti ad esse legati, guerra alla pirateria. Ma anche evoluzione del modo di fare giornalismo e critica musicale, nuovi e potenti strumenti di auto-promozione per gli artisti e di scouting per chi dovrà produrli.

Quando qualche settimana fa Diletta mi ha proposto di lavorare sul tema della “Musica nell’era del dopo MySpace”, ho avuto una rivelazione;  mi ero dato la zappa sui piedi nel chiederle aiuto e mi sarebbe toccato di lavorare un bel po’. Purtroppo era tardi, quindi non mi è restato che rimboccarmi le maniche e darmi da fare.

Il primo risultato tangibile è stato un pezzo scritto a quattro mani per L’Espresso, intitolato “Se il pc spegne la musica”  e pubblicato sia sul cartaceo sia online. Ne avevo già parlato qui, ma ora potete leggerlo direttamente sul sito del giornale cliccando sul link a fine post.

Il secondo “output” della nostra collaborazione si concretizza nell’organizzazione di un panel al Festival del Giornalismo di Perugia intitolato “Il giornalismo musicale nell’era del dopo MySpace“, dove sabato 28 aprile, alle 11.30 nella Sala dei Notari saranno ospiti nostri e del Festival Max Pezzali, Alberto CusellaGino CastaldoCharlie Amter e Alessandro Aleotti, in arte J-AX.

Con loro Diletta ed io parleremo di:

Come la Rete influenza e trasforma i rapporti tra stampa e talenti musicali sia affermati o emergenti, e quanto ha cambiato il modo di fare storytelling del mondo dello spettacolo. Prima nelle redazioni arrivavano i demo, adesso invece i giovani assediano i critici su Facebook: come si muovono i giornalisti e le major davanti al mare di informazioni disponibili? Qual è la reale forza del movimento critico online e quanto pesa nelle considerazioni del pubblico e del settore?

La sala dei Notari è grande, bella e suggestiva. Il giorno e l’orario ci sono favorevoli. Tema ed ospiti promettono bene. Avrete due moderatori al prezzo di uno.

Vedete di non mancare.

 Per saperne di più:

– Il pezzo uscito su L’Espresso.it (con un titolo molto più aggressivo che sul cartaceo): “Discografici, reputazione k.o.

– Il panel al Festival del Giornalismo: “Il giornalismo musicale nell’era del dopo MySpace

Workshop: Cultura digitale per le imprese

Martedì 20 marzo a Udine, a partire dalle 15, il Distretto delle Tecnologie Digitali (Ditedi) organizza il Workshop: Cultura digitale per le imprese. Lo scopo è:

Confrontare competenze, apprendere buone pratiche digitali e nuovi modelli culturali di fare impresa, avvicinarsi ai processi di trasferimento della conoscenza e di difesa della proprietà intellettuale su internet, sono i temi al centro del workshop aperto a tutti: imprenditori, artigiani, studenti.

L’evento dura lo spazio di un pomeriggio, è aperto a tutti e mi vede tra i relatori con un talk intitolato “Digitale si può – buone pratiche digitali”.

Se passate da quelle parti, ci vediamo lì

Tutte le info sono disponibili sul sito ufficiale del Ditedi.