Facebook rende pubblica l’analisi demografica dell’utenza statunitense

Facebook ha da poco reso noti i dati del primo studio su “race and ethnicity” dei suoi utenti statunitensi, evidenziando che la popolazione di alcuni gruppi etnici sta crescendo oggi molto più rapidamente che non negli anni passati.

La ricerca, coordinata da Cameron Marlow, ha infatti rivelato che dei circa cento milioni di utenti USA iscritti al social network, l’11 per cento è composto da afro-americani, il 9 per cento da latino-americani e il 6 per cento da asiatici. Un netto incremento rispetto a quattro anni fa quando, ad esempio, i primi costituivano solo il 7 per cento della popolazione di Facebook e i secondi solo il 3.

La cosa interessante da sottolineare è che Facebook non chiede ai suoi utenti di specificare a quale razza o etnia appartengano, ma i suoi ricercatori sono stati ugualmente in grado di ricavare queste informazioni incrociando i (molti e dettagliati) dati in loro possesso con quelli relativi a 150mila cognomi americani archiviati nello Us Census Bureau database.

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Il futuro di Internet è nella fruizione in mobilità

“L’Internet mobile cresce molto più velocemente di quanto non siano cresciute in passato le connessioni da rete fissa e crediamo che, entro 5 anni, il numero di utenti collegati alla Rete in mobilità con device portatili supererà le connessioni via desktop”.

Quello appena citato è solo uno dei sette temi chiave intorno ai quali ruota “The Mobile Internet Report”, una corposa ricerca appena pubblicata dalla Morgan Stanley e dalla quale si evince che il futuro della Rete – almeno secondo gli analisti della banca d’affari – è nella fruizione della Rete tramite dispositivi mobili.

Prima ancora della mole di dati fornita nel rapporto, a colpire è tuttavia la modalità adottatta nella sua distribuzione al pubblico: The Mobile Internet Report” è infatti disponibile gratuitamente alla consultazione in Rete in tre diverse edizioni, corrispondenti ad altrettante presentazioni in formato pdf rispettivamente da 92, 424 e 659 pagine.

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I social network e le interferenze tra vita professionale e privata

Ieri Punto-Informatico riportava la notizia secondo cui il “Florida Judicial Ethics Advisory Committee” ha recentemente pubblicato il testo definitivo delle linee guida con cui disciplina il comportamento dei giudici sui social network. Linee guida nelle quali si vieta loro espressamente di aggiungere o di farsi aggiungere come “amici” dagli avvocati.

La notizia merita di essere ripresa innanzitutto perché ben si accorda con una simile qui riportata appena dieci giorni fa:

in Gran Bretagna la Medical Defence Union (MDU), organizzazione il cui scopo è “difendere la reputazione professionale dei suoi affiliati”, ha recentemente messo in guardia i medici dal rispondere ai messaggi privati (specie se si tratta di inviti più o meno sessualmente espliciti) inviati attraverso Facebook dai loro pazienti.

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Leweb ’09, l’intervento della regina Rania di Giordania

“Ricordate: Il Real – time web è una grande esperienza umana che può portare cambiamenti reali all’umanità. Voi siete coloro che hanno finalmente il potere di unire l’attivismo online alla realtà, di rendere il “life-streaming” qualcosa in grado di cambiare la vita delle persone”.

Intervenuta come ospite d’onore di Leweb ’09, La regina Rania di Giordania ha parlato per sedici, intensi minuti e il suo discorso può essere diviso in due parti: nella prima, la regina ha iniziato scherzando con l’audience (il mio intervento è di 140 caratteri), e poi ha raccontato come la Rete abbia cambiato la sua vita e semplificato il suo modo di rapportarsi con le persone. “Mi sono resa conto che il mio io virtuale riesce ad arrivare più vicino alla gente di quello reale – ha spiegato – certo è difficile avvicinarsi agli altri se si è una regina, ma online la gente non ha paura di dire ciò che pensa, ognuno è libero di esprimersi e questo nuovo modo di connettersi consente alle persone di raggiungermi, comunicare con me e fornirmi informazioni importanti”.

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Facebook, i nuovi “privacy settings” e le critiche

Come annunciato lo scorso 1 dicembre dallo stesso fondatore Mark Zuckerberg, Facebook ha cambiato il sistema di gestione della privacy degli utenti.

Le modifiche, operative da ieri, consentirebbero all’utente un controllo totale della propria privacy, dandogli di fatto la possibilità di decidere esattamente con chi vogliono condividere ogni singolo video, status update, ogni foto o altro frammento di contenuto. Le opzioni disponibili sono state semplificate a uso e consumo degli utenti meno esperti e consentono di condividere i contenuti con “Friends, Friends of Friends, Everyone and Customized.”

Tra le cinque citate, “Customized” è forse l’opzione più interessante perché consente di creare liste di “amici” ad hoc con cui condividere contenuti specifici, permettendo ad esempio di tenere separati i contenuti per la famiglia da quelli per gli amici o per i colleghi di lavoro.

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Leweb ’09 parte all’insegna dell’ottimismo e del Real-time web

La prima vera notizia che emerge dalla mattinata inaugurale della kermesse parigina Leweb ’09, giunta alla sua sesta edizione, è che nel settore è tornato un timido ottimismo e sembrano finalmente diradarsi le nubi che fino a ieri incombevano sul futuro dell’industria di Internet.

“I giorni in cui ha iniziato a circolare la famosa presentazione di Sequoia Capital (nella quale si annunciò la dura crisi che avrebbe poi inesorabilmente colpito il settore), sembrano ormai lontani alle nostre spalle”, ha esordito nel discorso di apertura l’organizzatore di Leweb Loic le Meur, che poi ha rincarato la dose aggiungendo: “oggi, nella Silicon Valley, è di nuovo possibile trovare finanziamenti per una buona idea con un certa facilità”. Nulla a che vedere insomma con la profonda e angosciante oscurità che ha avvolto il settore nell’anno e mezzo appena trascorso.

Durante il suo discorso, Le Meur Poi ha poi ripreso il tema portante di Leweb ’09 ribadendo che, dopo aver vissuto nello “static web” e quindi nel “social web”, oggi siamo immersi in un nuovo tipo di Internet, il Real-time web.

Nel nuovo web la crescita esponenziale di utenti registrata da social network come Twitter o Facebook e, soprattutto, la loro sempre maggiore disposizione a condividere ogni genere di informazioni in tempo reale e in mobilità, sfruttando le centinaia di migliaia di applicazioni create da migliaia di sviluppatori, sta di fatto cambiando radicalmente il nostro modo di vivere la Rete, di comunicare, di condividere e fruire le informazioni, di apprendere.

In ultima analisi, sta cambiando il nostro modo di essere.

Verso Leweb ’09

logoAnche quest’anno ho fatto i bagagli e mi sono messo in viaggio per Parigi (ho l’aereo tra un’ora). Nei prossimi due giorni seguirò Leweb edizione 2009, la kermesse organizzata da Loic e Geraldine Le Meur che, a mio modesto avviso, è a tutt’oggi il più importante appuntamento annuale a livello europeo per discutere e sentir discutere della Rete, dei suoi utenti e del loro futuro.

Il tema di quest’anno è il Real-time web.

Con me ci saranno anche Livia, Luca e Andrea.

Nel caso, ci vediamo lì.

Facebook inaugura il Global Advisory Board per la sicurezza online

Rendere Facebook una “territorio digitale” sempre più sicuro per i suoi abitanti è oggi un task complesso e di primaria importanza per il management di Facebook, dal cui successo dipende in buona misura il futuro stesso del popolare social network americano. Un obiettivo che, come spiega su The Facebook Blog il direttore della European public policy Richard Allan, deve essere perseguito con l’aiuto di tutti perché “only by working together can all of us stay safe online.”

Proprio in quest’ottica oggi Facebook ha annunciato la creazione di un Global Advisory Board per la sicurezza online costituito da cinque organizzazioni di rilievo internazionale. Un vero e proprio comitato di saggi assieme al quale l’azienda intende costruire nuove e più efficaci iniziative mirate a rendere Facebook un posto sempre più sicuro per i suoi (a oggi) oltre 350 milioni di utenti.

Le associazioni coinvolte nella creazione dell’advisory board sono Childnet International, The Family Online Safety Institute, Common Sense Media, ConnectSafely e WiredSafety.

Scrive Allan, rispetto al loro coinvolgimento:

“This group of five leading Internet safety organizations from North America and Europe will consult with us on online safety issues. One of our first projects together will be to overhaul the safety information that’s available to you from the Facebook Help Center so that the resources are more comprehensive and include content that’s specifically tailored to the needs of parents, teachers and teens”.

Non una rivoluzione, ma di certo un primo importante passo verso la creazione di regole e strumenti per garantire la sicurezza online di tutti, specie dei più giovani.