Digg alla conquista del mondo

Le notizie su Digg, arcinoto sito di “participatory news network”, sono sostanzialmente tre: la prima, e forse la più importante, è che l’azienda fondata da Kevin Rose ha raggranellato altri 28,7 milioni di dollari in finanziamenti. Una ventata di “freschezza” che si è subito tradotta nella ricerca di figure professionali per coprire nuovi posti di lavoro.

La seconda notizia è che voci insistenti danno Digg sul punto di espandere i propri servizi anche fuori dai confini statunitensi, da dove proviene circa la metà dei suoi abituali frequentatori. Se la cosa va in porto, potremmo presto veder nascere versioni localizzate del sito anche in vari paesi europei anche se, sono pronto a scommettere, non in Italia.

Infine la terza notizia, che in realtà è un “rumor”: secondo Om Malik, il buon Kevin Rose avrebbe venduto una grossa fetta delle sue azioni approfittando del momento particolarmente favorevole per la sua azienda per “monetizzare” il lavoro degli ultimi anni.

Traducendo, è probabile che un’altro giovane (e fortunato) imprenditore americano 2.0 si aggiri per la Rete con il portafogli rigonfio di soldi e la testa piena di idee per investirli, come per esempio è accaduto con Jason Calacanis.

Per conto mio ricordo che Rose, mentre facevamo due chiacchiere a Leweb3 l’anno scorso, aveva accennato a vari “and yet undisclosed” progetti cui stava lavorando. Ora sembrerebbe che abbia anche trovato i soldi per realizzarli.

Via The blog Herald

Yahoo! e H3g insieme in Italia per la connessione mobile broadband

Oggi Yahoo! Italia e 3 Italia inaugurano a sorpresa un’inedita partnership ed un nuovo business comune che integra connettività, servizi, contenuti e raccolta pubblicitaria.

Il primo risultato tangibile di questo accordo è la Yahoo! Internet Key, un modem HSPA USB che consente di accedere ad una versione “customizzata” del portale americano attraverso la banda larga mobile di Tre.

“L’accordo con Yahoo! è solo il primo passo, la prima applicazione di un’idea nata circa sei mesi fa in 3 Italia – spiega a Blogs4biz Andrea Gualtieri, direttore Divisione Dati – e che consiste nel far vendere connessione direttamente a chi produce contenuti o eroga servizi destinati ad internet”.
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Il corporate blog di Delta Air Lines

Il blog della Delta Air Lines è attivo dall’agosto dello scorso anno. Nella sua (piuttosto stringata) presentazione, si legge:

“The Delta blog will take you under the wing and behind the scenes sharing stories on ideas, changes, our people, and their working lives. Got an idea for a story? Give us a buzz”.

E’ un blog multiautore al quale contribuiscono diverse figure interne all’azienda, dall’archives manager, che in un post pubblica la foto d’epoca del primo bambino nato a bordo di un aereo Delta, a Jacob Morris, il cui ultimo post è in realtà un piccolo sondaggio tra i lettori per avere feedback sulla nuova carta d’imbarco.

Peccato solo che, per riuscire a leggere il profilo di un editor (vedi esempio), ci si debba necessariamente imbattere in uno dei suoi post e cliccare sul suo nome. Un link all’elenco degli autori nella sidebar del blog non avrebbe per nulla guastato.

La grafica è forse un po’ troppo povera, ma in linea con la brand identity della compagnia. La pubblicazione avviene con regolarità e ammonta in media a tre post a settimana, mentre per lasciare commenti l’utente deve registrarsi. Non manca, infine, la funzione “share this” che consente di segnalare con un semplice clik un singolo post sui principali siti di social bookmarking.

Leggendo vari post, ne ho apprezzato il tono informale e capace, a mi avviso, di coinvolgere nel dialogo il lettore. Interessante anche il blogroll, dove sono segnalate diverse risorse e quasi tutte esterne alla compagnia.
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Coca-Cola Conversations blog, ovvero mettere l’editor giusto al posto giusto

All’inizio di quest’anno, l’arcinota Coca-Cola Company inaugurava il suo primo corporate blog, Coca-Cola Conversations.

Visitandolo, ciò che immediatamente colpisce sono la semplicità grafica e come essa faccia da contraltare alle sontuose campagne di marketing e comunicazione cui l’azienda ci ha abituati in oltre un secolo di storia.

Vorrei tuttavia attirare la vostra attenzione su un altro aspetto, a mio avviso molto più importante: la scelta dell’editor. Il blogger si presenta così:

“I’m Phil Mooney, director of the Archives at The Coca-Cola Company for the last 30 years. If you’re not familiar with the term Archives, you could say I’m the Company’s chief historian.

Over the last three decades, I have documented the history of the Company and its impact on commercial, social and cultural history. This blog gives me an opportunity to share some of those stories with you”.
.

Primo colpo di genio: non volendo evidentemente affrontare tematiche relative all’industria e al business in cui opera l’azienda, il management ha scelto di aprire comunque un presidio nella blogosfera dedicato – per dirla con il claim aziendale – al “lato Coca-Cola della vita”.

Insomma: decenni di comunicazione creativa hanno fatto di Coca-Cola un pezzo del nostro vissuto ed immaginario, e ora Mooney è lì che ci racconta, documenti alla mano, come e perché questo è stato possibile.

Secondo colpo di genio: la vera chicca del blog risiede nell’aver messo l’editor giusto al posto giusto. In qualità di storico ed archivista per Coca-Cola, Phil Mooney si configura come

  • – un interno che parla dal cuore dell’azienda;
  • – un’appassionato che conosce, condivide e veicola i valori legati al brand Coca-Cola;
  • – un editor le cui competenze coincidono perfettamente con i temi del blog e che, di conseguenza, ne “incarna” letteralmente il piano editoriale.
  • – una fonte inesauribile di informazioni dettagliate e documentate per la gioia degli estimatori

Quando dico che un’azienda, per entrare nel web2.0, dovrebbe trovare al proprio interno le voci giuste per raccontare se stessa, è proprio di questo che parlo.

USA, i pessimi blog dell’Association of National Advertisers

Da ben tre anni l’americana Association of National Advertisers (ANA, 400 aziende che gestiscono in totale 9mila brand), presidia (a modo suo) la blogosfera.

Inizialmente c’era solo un blog, ANA Marketing Musings, edito dal CEO Bob Liodice in persona, poi l’iniziativa deve aver preso la mano ai responsabili dell’associazione che, ebbri della prima esperienza, hanno pensato bene di aprirne altri due: l’ANA Regulatory Rumblings, edito dall’Executive Vice President Dan Jaffe, e il blog multiautore ANA Marketing Maestros.

A conti fatti, tale scelta mi appare difficilmente comprensibile: se infatti lo scopo dichiarato era avviare una costruttiva conversazione con opinion leader e stakeholder, quel “deserto dei tartari” che sono i commenti dei tre blog sarebbe dovuto bastare a chiunque per capire che l’operazione era andata a buca.

Non ai dirigenti dell’ANA, evidentemente, che preferiscono continuare a farsi del male. Vediamo perché:
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Mr Marriott blogga dell’attentato a Islamabad

Come i lettori più assidui di Blogs4biz sanno da tempo Bill Marriott, Chairman e CEO dell’omonima catena internazionale di alberghi appena colpita da un terribile attentanto in Pakistan, ha un blog.

Quando ebbi modo di recensire il sito la prima volta un anno fa scrissi:

Il signor Marriott posta circa una volta a settimana e scrive sia del business che ha creato e dirige, sia di temi più generali come la politica sull’immigrazione del governo Bush.

e poi ancora:

Il tono e il formato dei post tradisce un’implacabile revisione da parte dell’ufficio pr aziendale, mentre la grafica del sito appare piuttosto anonima, rivelando forse un’eccessiva ansia di far assomigliare il blog al sito ufficiale della catena alberghiera. Insomma, un pizzico di personalità in più non avrebbe guastato.

Ad oggi il mio giudizio non è cambiato, specie rispetto al tono con cui i post sono scritti. Di buono c’è che, ad un anno di distanza dalla mia recensione, il blog è ancora lì a testimoniare che aprirlo non era stato un capriccio del momento.

Meglio ancora: seppure con un linguaggio fin troppo composto e ufficioso, Mr Marriott usa il suo blog prima per dare notizia dell’attentato (con un comunicato stampa) e poi per commentare questa “senseless tragedy” esprimendo dolore per coloro che sono morti nell’attacco, solidarietà ai sopravissuti e sostegno a chi in queste ore lavora tra le macerie per riportare ordine.

Immagino vi sembri ancora poco, e forse avete anche ragione. Resta il fatto che, qui in Italia, un manager di quel livello che sia capace (leggi: abbia il coraggio) di fare altrettanto, io non l’ho ancora incontrato.

Sette consigli per un buon corporate blogging

Facendo due conti, in quattro anni ho scritto circa 3mila post, molti dei quali intorno all’argomento corporate blogging. Un archivio ricco e vasto ha principalmente due caratteristiche:

The good one: è un’enorme risorsa di spunti, notizie e riflessioni.
The bad one: spunti, notizie e riflessioni sono molto diluite e difficilmente fruibili, specie per chi approccia il blog per la prima volta.

Da qui l’idea di cominciare a scrivere con una certa regolarità “how to” e set di “Consigli” per riepilogare, e rendere quindi nuovamente disponibile, il frutto della mia conversazione con voi, on e offline:

Sette consigli per un buon corporate blogging

1) Non precipitate le decisioni – Avete aspettato tanto prima di decidervi a scendere nell’arena della blogosfera: attendere qualche minuto in più non farà una gran differenza. Prima di muovere un passo, assicuratevi invece di comprendere bene la portata e le implicazioni del vostro progetto di corporate blogging. Cercate di capire se avete “in casa” le risorse e le competenze necessarie a portare l’impresa a compimento con successo. Nell’incertezza, chiedete consiglio a chi tra i vostri colleghi ha fatto “il salto della barricata” o, meglio ancora, a un esperto del settore.

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Il blog di Stefano Venturi (AD Cisco), luci ed ombre di un debutto inatteso

Stefano Venturi, amministratore delegato di Cisco Italia, ha appena aperto un blog intitolato “Itinerando“. Nel suo primo (e finora unico) post pubblicato otto giorni fa tra le altre cose scrive:

Ho deciso di non aprire un blog nominale ma di essere ospitato all’interno della comunita’ di Nova100. Ho fatto questa scelta perche’, dal mio punto di vista, aprire un blog vuol dire entrare a far parte di una comunita’ nella quale confrontarsi, apprendere e crescere insieme. Per queste ragioni il fatto di entrare in Nova100 mi fa sentire piu’ a mio agio, accolto da amici con i quali conversare soprattutto del lato sociale ed umanistico delle tecnologie, piu’ che di quello puramente tecnologico.

E poi ancora:

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Video-intervista con Massimo Cavazzini, web manager di Tre Italia e (soprattutto) blogger

Consulente e giornalista specializzato nelle Telecomunicazioni fisse e mobili, Massimo Cavazzini è un blogger di “frontiera”. Definisce il suo blog, Telcoeye, uno spazio “personale” dove ama scrivere di ciò che lo appassiona e lo interessa ma, in qualità di Web Manager di 3 Italia, spesso si è trovato a rispondere davanti utenti e blogosfera delle scelte di mercato operate dalla sua compagnia.

Accade sempre più spesso: cresce il numero di blogger italiani e con esso la probabilità che tra loro ci siano dipendenti di aziende oggetto di attacchi e critiche. Alcuni di loro preferiscono tacere e lasciare la parola all’ufficio PR. Altri, pur preferendo tenere separati il pubblico e il privato, si sentono in dovere di (o si trovano giocoforza a) prendere posizione, specie se hanno le competenze necessarie a parlare.

Cavazzini, ad esempio, si è trovato suo malgrado al “centro dell’azione” quando il popolo della Rete si è scagliato contro lo SkypePhone di 3 Italia.
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