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Infografica: se il like fosse un voto, chi vincerebbe le Amministrative 2011?
Stefano ha avuto una bella idea: con le Amministrative 2011 alle porte, si è chiesto: cosa succederebbe se le preferenze accordate dagli elettori ai politici su Facebook – i “like”, insomma – si trasformassero in voti?
Probabilmente uno scenario molto diverso da quello che sarà disegnato dall’esito delle amministrative che proprio da oggi vedono coinvolti centinaia di migliaia di cittadini italiani: De Magistris sbanca a Napoli, Fassino vince di tre lunghezze a Torino, Corticelli arriva con fatica al successo seguito dappresso da Bernardini, Zedda vince a Cagliari, Pisapia trionfa a Milano.
I responsi di Facebook hanno qualche validità per predire i reali risultati elettorali? Sicuramente no, ma sono un buon indicatore della capacità dei candidati di “essere” online ed aprirsi al dialogo con gli utenti. Non è un caso che candidati meno noti e meno presenti nei canali di comunicazione tradizionale abbiano su Facebook più sostenitori di nomi blasonati della politica italiana. Oggi l’ago della bilancia – quanto a capacità di influenzare gli esiti elettorali – pende ancora pesantemente verso i media mainstream, ma in un futuro non troppo lontano il ruolo degli strumenti conversazionali è destinato a crescere d’importanza. La rete fornisce gli strumenti per restituire alla politica quella dimensione di dialogo e di confronto che si è inesorabilmente persa con la televisione. Gli elettori pian piano inizieranno a capirlo. E cominceranno a dare un peso sempre maggiore alla disponibilità al dialogo dimostrata dai candidati. Una disponibilità al dialogo che non può e non deve fermarsi alla richiesta del voto.
Il risultato è una interessante infografica che trovate dopo il salto:
Per un pugno di libri (da ricordare)

Donabol è, oltre che una bella idea,
“un’iniziativa a scopo benefico, il cui esito consisterà nella donazione da parte di bol.it di 4.800 libri ripartiti tra 4 biblioteche di 4 scuole italiane. L’intento è di diffondere nelle scuole i testi che più hanno inciso nella vita dei lettori-navigatori, coinvolgendo attivamente la Rete, condividendo i propri titoli del cuore con gli amici, trasferendo le emozioni, i gusti, i pareri che, di fatto, vengono scambiati, dando all’utente un senso di comunità e di partecipazione a una iniziativa importante.”
altri dettagli li trovate qui
Come a molti altri, anche a me è stato chiesto di partecipare all’iniziativa contribuendo con la mia personalissima lista di “cinque libri della vita”. Ho aderito volentieri perché mi intrigava l’idea di scegliere cinque testi (ho considerato solo i romanzi) che ritengo fondamentali nella mia formazione, in parte anche stupendomi nel riscoprire l’affetto e le emozioni profonde che mi legano alle opere che ho scelto di citare.
Il risultato è disponibile qui (insieme con la lista dei nomi di altri coinvolti nel progetto). L’ordine è casuale e non di importanza.
E per la cronaca, ne avrei volentieri aggiunti tre volte tanto.
Obama e la rete, nel bene e nel male – #ijf11
“It begins with us”. Con un claim di sicuro effetto, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha lanciato online la campagna per il suo secondo mandato, ben venti mesi prima delle elezioni 2012.
Quali i segreti delle straordinarie ascesa e vittoria che hanno caratterizzato le ormai storiche elezioni del 2008? Quali le sfide e gli ostacoli che l’attuale presidente USA deve affrontare nel rivolgersi di nuovo ai suoi supporter online (che, secondo molti osservatori, avrebbe “trascurato” dopo essere stato eletto)?
Ne abbiamo parlato con Sam Graham-Felsen, che nel 2008 di Obama fu il Chief Blogger, e con Micah L. Sifry, fondatore di Techpresident.com e del Personal Democracy Forum, che ha condiviso con noi la sua visione fortemente critica del “miracolo” Obama. Due interviste che trovate oggi, 14 aprile 2011, su Nova24 – IlSole24Ore a pagina 22.
Di questo e di molto altro parleremo ancora sabato prossimo al Festival del Giornalismo di Perugia, durante un panel intitolato “L’informazione politica nell’era dei media sociali” al quale parteciperanno gli stessi Sifry e Graham-Felsen insieme con Stefano Epifani, Antonio Sofi e Dino Amenduni.
Nel caso, ci vediamo alle 18 presso la Sala dei Notari.
#ijf11 – Un panel internazionale per parlare dell’informazione politica nell’era dei media sociali
Ormai manca poco all’inizio del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. Il giorno dopo la conferenza stampa di presentazione, ancora non ho finito di leggere il vasto e articolato programma della conferenza: 60 pagine di eventi, panel, workshop, presentazioni dove figurano nomi di rilievo del panorama giornalistico e informativo nazionale e internazionale.
Personalmente, ho dato il mio piccolo contribuito organizzando un panel intitolato “l’informazione politica nell’era dei media sociali”, tema assai caro a noi di Info. Di seguito il testo di presentazione ufficiale dell’incontro corredato di short-bio dei relatori, tra i cui nomi figurano anche due ospiti internazionali come Sam Graham-Felsen, ex blogger di Obama, e Mica Sifry, fondatore di TechPresident e del Personal Democracy Fordum (Pdf):
Internet e i potenti strumenti di comunicazione che essa porta in dote stanno cambiando l’informazione politica. La trasformano favorendo l’emersione di nuove fonti e di nuovi attori, determinando la frammentazione dei messaggi, costringendo politici, attivisti ed elettori stessi a venire allo scoperto per confrontarsi alla luce del sole.
Siti web, blog e social network site costituiscono insieme quel real-time web che, grazie a potenti e semplici meccanismi di sharing, abilita e stimola la condivisione e quindi la circolazione delle informazioni, mettendo in crisi metodi consolidati per la creazione e gestione del consenso e disintermediando la possente macchina della comunicazione tradizionale.
Come cambia l’informazione politica nell’era dei media sociali? Quali sono le sfide che la politica deve affrontare per restare al passo della rivoluzione in corso? Quale ruolo e quale futuro per i media tradizionali? E ancora, in Italia a che punto siamo?
A queste e ad altre domande proviamo a dare una risposta con l’aiuto di:
– Sam Graham-Felsen, già chief blogger della campagna presidenziale di Barack Obama. Successivamente ha lavorato come Director of Strategic Planning presso Blue State Digital, una delle principali aziende americane nel settore del digital marketing. Proprio per BSD, è stato consulente per diverse organizzazioni tra cui la Croce Rossa Americana, Partners in Health, la Tony Blair Faith Foundation, il National Geographic, il Metropolitan Museum of Art, la Tate Modern e ancora il comitato olimpico statunitense.
– Micah L. Sifry, co-fondatore ed editor del Personal Democracy Forum (PdF), cui fanno capo un sito d’informazione e una conferenza annuale su come la tecnologia sta cambiando la politica. Sifry è anche editor di TechPresident, blog collettivo del PdF che racconta “come le campagne politiche fanno uso del web e come il web fa uso delle campagnie politiche”.
– Stefano Epifani, titolare della cattedra di tecnologie applicate alla comunicazione alla Sapienza, Università di Roma. È stato direttore scientifico del Master Universitario “Knowledge.com” ed ha insegnato Economia dell’Innovazione. Esperto di sistemi di gestione della conoscenza, si occupa di information design e studia l’impatto dei social network e delle tecnologie di rete nei diversi contesti della comunicazione. Giornalista e consulente di direzione, ha fondato Info srl nel 1998. Tra le principali pubblicazioni: Internet per chi scrive (Gruppo Editoriale Jackson, 1995); Business Community (Franco Angeli, 2003), Decidere l’Innovazione (Sperling & Kupfer, 2008).
– Antonio Sofi, autore televisivo e giornalista, consulente politico e sociologo della comunicazione, docente universitario e formatore. Blogger dal 2003, è esperto di social network e nuovi media. Da settembre 2010 è autore del programma televisivo Agorà, in onda ogni mattina su Rai Tre e condotto da Andrea Vianello, e responsabile dello spazio dedicato alla tv (politica) del giorno prima. Dal 2009 dirige Webgolnetwork.com, agenzia di consulenza e comunicazione – con cui segue vari progetti sul web per politici, aziende e pubblica amministrazione.
– Dino Amenduni, responsabile nuovi media e consulente per la comunicazione politica di Proforma. È stato coordinatore di EmiLab, comitato elettorale under 30 a sostegno della candidatura di Michele Emiliano a sindaco di Bari (ottobre 2008 – giugno 2009). Dall’ottobre 2009 è il coordinatore dello staff social media di Nichi Vendola. È giornalista, blogger sul Fatto Quotidiano e tra i fondatori di Quink, collettivo di adbusting e satira..
Se desiderate partecipare, l’appuntamento è per sabato 16 aprile a Perugia, alle ore 18 nella splendida “Sala dei Notari”.
Nel caso, ci vediamo lì.
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Risorse:
– Il sito ufficiale del Festival Internazionale del Giornalismo 2011
– La brochure del programma (consultabile su issuu.com) e la pagina online
– La presentazione del panel “L’informazione politica nell’era dei media sociali” sui sito del Festival
– La pagina Facebook di Vox Politica (dove pubblicheremo notizie e aggiornamenti relativi al panel)
– Il sito del http://personaldemocracy.com/europe#mce_temp_url#
Self-Publishing, quando il bestseller è fai-da-te
L’Ebook Lab Italia, evento sull’editoria digitale rivolto ai professionisti del settore e organizzato da Antonio Tombolini con la sua SBF, è stato un successo. Non mi riferisco solo al fatto che fosseben organizzato, serrato e ricco nella presentazione di contenuti. Lo dico anche perché credo sinceramente di aver imparato qualcosa, di certo abbastanza da poterne scrivere un pezzo per Nova24.
Così accade che nel numero di oggi, a pag 23, mi trovi a raccontare di editoria digitale in compagnia di Antonio Dini e Luca Conti (che parlano rispettivamente di prezzi e di mercato) e, nel caso specifico, che racconti il fenomeno emergente del self-publishing riportando tre testimonianze: quelle di Piotr Kowalczyk, brillante auto-editore polacco, dello stesso Tombolini e di Marco Carrara, blogger esperto di editoria digitale.
Il pezzo è disponibile anche on line. Di seguito un assaggio:
Piotr Kowalczyk scrive racconti brevi. Già due anni fa ne aveva prodotti abbastanza da riempire quattro libri, eppure non riusciva a farsi pubblicare perché – racconta divertito – secondo gli editori oggi «nessuno vuole leggere racconti brevi. Il pubblico ama i romanzi». Un responso impietoso, di fronte al quale Piotr non si è perso d’animo: è diventato self-publisher – o per dirla all’italiana, editore di se stesso – e ha iniziato a sperimentare.
Continua a leggere su IlSole24Ore.
Ebook Lab Italia, a Rimini va in scena il futuro dei libri
Da domani a sabato 5 marzo Rimini diventa capitale dell’editoria digitale ospitando Ebook Lab Italia, “la mostra-convegno per tutti i professionisti dell’editoria digitale sul mercato italiano.”
Dai produttori hardware ai librai, dalla grande distribuzione agli editori, dagli sviluppatori di software dedicato agli autori e ai loro agenti, fino ai mestieri più tradizionali. Tutti chiamati, dalla rivoluzione digitale, a reinventare il proprio mestiere, e a cogliere nuove opportunità.
Ho pensato che valesse la pena andare a dare un’occhiata e sbirciare “Il futuro dei libri, i libri del futuro”, come recita il claim dell’evento. Nel caso, ci vediamo lì.
PS: già che ci sono approfitto per riproporre un video in tema che ho partecipato a realizzare intervistando gli ospiti della Venice Sessions IV, dedicata manco a dirlo al “futuro dei media nell’era digitale”.
“Dipendenti 2.0”, se ne parla su Nova24 e alla Social Media Week di Roma
Update: L’articolo “Nuovi eroi d’azienda” è disponibile anche online sul sito de Il Sole 24 Ore.
Due righe per segnalare la pubblicazione domani su Nova24 (pagina 19) di un mio articolo dedicato ai “Nuovi eroi in azienda”, o meglio agli “HERO”. Un efficace acronimo creato da Josh Bernoff e Ted Schadler per definire gli “Highly Empowered and Resourceful Operative”, vale dire quei dipendenti creativi che si rivelano capaci di usare con disinvoltura le tecnologie online per servire al meglio i “nuovi clienti 2.0”.
Il pezzo è costruito intorno a più interviste: quelle con gli stessi Bernoff e Schadler, analisti Forrester e co-autori del libro “Empowered“, sommate a una interessante chiacchierata con Mark Engelsman e Michelle Brusyo di Digital Brand Expressions, i quali a loro volta spiegano come governare l’implementazione di iniziative di comunicazione 2.0 in azienda evitando di finire nel caos.
Visto che in questo momento il tema mi è particolarmente caro, ho poi pensato bene di mettere a frutto gli spunti forniti da Bernoff&co per organizzare un panel (insieme con Stefano Epifani e in qualità di partner Info) da tenersi mercoledì 9 febbraio nell’ambito della Social Media Week di Roma e intitolato (grazie al suggerimento di Antonio Pavolini) “Employee 2.0 – Dalle relazioni istituzionali alle relazioni distribuite” .
Se la cosa è di vostro interesse, fate un salto a trovarci e portatevi dietro qualche buona domanda da girare ai nostri relatori. Per avere tutte le informazioni e per registrarsi (gratuitamente) è sufficiente collegarsi alla pagina dedicata all’evento, oppure partire direttamente dal form qui sotto.
Populis acquires the italian blog network Blogo
Steve O’Hear at Techcrunch Europe reports that Populis, the european firm formerly known as GoAdv, today has announced that it’s acquiring for €6 million Blogo, the italian blog network owned by the Italian web publisher DADA (RCS MediaGroup) that operates in Europe and South America.
The “thematic blog network” consists of over 250 bloggers who cover 70 niches spanning subjects such as automotive, sport, finance and the arts. It targets the UK, France, Spain, Italy and Brazil, boasting around 100 million page views a month, says Populis, citing Nielsen stats as of November 2010.
Less than a year ago, in february, Populis had already acquired Blogosfere, another big italian blog network.
Another Kickstarter Success: Almost 1$ Million Raised for the iPod Nano Wristwatch
Some time ago Scott Wilson, founder of the Chicago-based product and design studio MINIMAL, had an idea: to create two watch enclosures for Apple’s latest iPod nano and transform the Apple mp3 player into geekiest wristwatch ever. All he did was to put his project on Kickstarter with the goal of raising $15,000. And when he did so, he probably wasn’t expecting his project to become the most successfully funded in the crowdfunding site history.
Six hours ago the funding closed with really astonishing numbers: in total, 13,510 people have contributed with $941,558.
It’s a huge record, and we’ll probably keep writing about it for a while. But what amazes me the most are not the huge number of people participating or the total amount of money wilson’s project gathered. What’s new and enlightening is that we’re not talking about software, code, internet tools and other digital stuff like this.
We’re talking about hardware.
Wilson will use (and is already using) the money gathered online to build something you will buy, touch, use and appreciate in the real world. He is just back from a trip to China where he met his suppliers, tested the first prototypes, made new arrangements, posted a video to give his supporters a glimpse into the process of manufacturing the product and show “how much craft, hand work and care goes into the metal and even the silicone strap”.
The products (the TikTok ($35) and the LunaTik ($70) model) look beautiful and more than 13,000 people have already told Wilson they do like it (isn’t it a hell of a focus group?).
All this feels so real and makes me think about the possibilities: we are used to say that the Internet is changing the way we get and share informations or ideas or the way we interact with each other. But what Wilson and his project are proving right now is IMHO that – if properly used – the web can help us transforming a beatiful piece of design, a simple and smart idea into a real mass-market product.
