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Obama e la rete, nel bene e nel male – #ijf11

nova24_pg22_Graham-felsen_sifry“It begins with us”. Con un claim di sicuro effetto, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha lanciato online la campagna per il suo secondo mandato, ben venti mesi prima delle elezioni 2012.

Quali i segreti delle straordinarie ascesa e vittoria che hanno caratterizzato le ormai storiche elezioni del 2008? Quali le sfide e gli ostacoli che l’attuale presidente USA deve affrontare nel rivolgersi di nuovo ai suoi supporter online (che, secondo molti osservatori, avrebbe “trascurato” dopo essere stato eletto)?

Ne abbiamo parlato con Sam Graham-Felsen, che nel 2008 di Obama fu il Chief Blogger, e con Micah L. Sifry, fondatore di Techpresident.com e del Personal Democracy Forum, che ha condiviso con noi la sua visione fortemente critica del “miracolo” Obama. Due interviste che trovate oggi, 14 aprile 2011, su Nova24 – IlSole24Ore a pagina 22.

Di questo e di molto altro parleremo ancora sabato prossimo al Festival del Giornalismo di Perugia, durante un panel intitolato “L’informazione politica nell’era dei media sociali” al quale parteciperanno gli stessi Sifry e Graham-Felsen insieme con Stefano Epifani, Antonio Sofi e Dino Amenduni.

Nel caso, ci vediamo alle 18 presso la Sala dei Notari.

Gary Vaynerchuk about social media engagement: “Italy’s a big question mark”

gary_vaynerchuckGary Vaynerchuck is pure Energy. When you hear him speaking and rocking on the stage of LeWeb, you really start believing that everything is possible, that a real and deep change in the relationship among people and companies through social media is taking place right now.

That there is light, so to say, at the end of the “corporate communication tunnel”.

I had the chance to ask him some questions while he was giving his talk:

and then again at end of it during a short audio interview.

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He told me that:

– not every company should engage with social media;
– There is light at the end of the tunnel but it’s going to take time to reach it;
– Virtual currency is going to be the next big trend;
– The most important site in the Internet right now is search.twitter.com, because when you use it you can see the communications, so its ok for you to reach out and engage with the people out there;
– The ROI of your mother can’t be measurable (couldn’t help to ask it him again ;-))

and last but not least that:

Italy is a shocking country. More surprising even than China. A big question mark under lack of acceptance of this technology and this movement. Italy is a tough one, where something in culture is really pushing back an where the only way to break through is not being apologetic and push, push push.

Interview with Mike Kerns, VP Yahoo! (#leweb)

Mike_KernsMike Kerns is Vice President, Social, Games & Personalization at Yahoo!. He is “responsible for developing experiences that drive richer personalization, support meaningful social engagement, and create new social advertising solutions, across the entire Yahoo! network of sites”. He is also the co-founder and CEO of Citizen Sports, maker of social and sports-related applications found on the Facebook, Android and iPhone platforms, acquired fromYahoo! in 2010.

During our short chat, we discussed about the opportunities for Yahoo! in social media environment and  I learned that:

– Yahoo! uses the informations about the users it gathers from third party sites like Facebook and Twitter to better personalize their experience on its network;

– the big trend of social media in 2011 will be location. As he told me, “in social media what is important is your identity (who you are), your reletionships (who are your friends), your interests (what do you care about) and now increasingly your location (where you are);

–  Facebook Places will be successful but there’s room also for the other services. For Yahoo! the opporunity is about providing meaning around users’ location;

– next phase in competition with other players like Google will lead the company to invest in personalizing the user’s media consumption experience.

This and more you will find in the following seven minute podcast
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Interview with Anina (#leweb)

aninaWhile here in Paris, I was invited by the very kind Renee Blodgett to a lunch arranged by Pearltrees. There I met and interviewed, among others, the very smart and beautiful Anina.

As you can read on her blog, “Anina is an international model with a passion for technology who has just been awarded by the Chinese government the “oscar” for China’s number one Top Foreign Model. She is a 3 year Nokia Champion, and the founder of the 360Fashion Network”, a “network of high level fashion professionals using the latest web 2.0 and mobile technology to market their brands”.

What I like the most of Anina is that she works hard to encourage all women to embrace technology, in order to give them a chance to compete in the new digital markets.

She is now running a brand new project, “Anina dress up”, meant to work on every kind of mobile phone, smart and not. During our short interview, she explains why and how.

Enjoy the podcast

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Links

Anina.net

360fashion.net

anina.360fashion.net

Due chiacchiere con Maxwell Salzberg e Ilya Zhitomirskiy, co-fondatori di Diaspora

– Attenzione: update alla fine –

diasporaA fine settembre ero a New York per partecipare alla O’Reilly Web2.0 Expo. Nei giorni del convegno, ho conosciuto e intervistato per Nova24 – IlSole24Ore Maxwell Salzberg e Ilya Zhitomirskiy, due dei quattro giovanissimi programmatori dietro quel progetto Diaspora, tornato oggi agli onori delle cronache con l’atteso lancio della private Alpha. E’ il primo, timido passo nel mondo reale di quello alcuni osservatori hanno soprannominato il potenziale anti-Facebook: un social network che gli utenti potranno autogestire controllando in prima persona ogni singolo aspetto della loro privacy, decidendo cosa condividere e mantenendo pieno possesso dei propri dati personali.

In attesa di vedere come andrà a finire, ecco cosa mi hanno raccontato Maxwell e Ilya durante la nostra breve chiacchierata:

Il popolo di Internet alla ricerca di privacy
Da qualche mese a questa parte, quattro ragazzi americani con poco più di vent’anni lavorano almeno 12 ore al giorno con un obiettivo che dire ambizioso è dire poco: restituire agli utenti Internet il controllo di ciò che condividono online e, soprattutto, della loro privacy.

Per riuscirvi Daniel Grippi, Maxwell Salzberg, Raphael Sofaer e Ilya Zhitomirskiy – tre studenti di informatica e un matematico – hanno pensato di creare e distribuire gratuitamente un software completamente open source che, significativamente, hanno chiamato Diaspora. Quando sarà pronto, ogni utente potrà scaricarlo, installarlo sul proprio computer, quindi gestirne le funzionalità in piena autonomia per creare degli hub indipendenti, singole “piazze virtuali” dove riunire amici, parenti, colleghi di università o di lavoro.

«Vogliamo creare negli utenti maggior consapevolezza rispetto alla privacy, ma anche dare loro più controllo sui propri dati personali», conferma Salzberg, incontrato insieme con il collega Zhitomirskiy alla web2.0 Expo di New York. E, nel farlo, i quattro programmatori lanciano una sfida aperta ai grandi social network come Facebook o Twitter, il cui funzionamento si basa sul controllo centralizzato dell’hardware, del software e soprattutto dei dati relativi agli utenti. Controllo spesso esercitato con eccessiva non chalance fino a scatenare – come più volte successo con Facebook – vere e proprie sollevazioni popolari.

«Credo che in questo momento le persone siano molto preoccupate da ciò che accade ai loro dati – spiega ancora Salzberg – che si sentano in qualche modo tradite dai vari servizi online e, inoltre, che si fossero quasi rassegnate a perdere il controllo della loro privacy. Probabilmente è per questo che la nostra iniziativa desta tanto interesse: perché in molti speravano che qualcuno facesse qualcosa e desse loro un’alternativa». Un’alternativa come promettevi essere Diaspora, appunto, che a fine ottobre dovrebbe già vedere la luce in una prima, embrionale versione “alfa” già completa di tutte le principali funzioni previste dai suoi creatori.

Intanto lo sviluppo del software procede a ritmi serrati, reso possibile anche dallo straordinario sostegno economico venuto dalla stessa comunità online: a fine maggio 2010 il team di Diaspora aveva infatti avviato una raccolta fondi tramite Kickstarter, sito di crowdfunding che consente di presentare un progetto e chiedere sostegno economico al vasto popolo della rete per realizzarlo.

Il risultato è stato un successo senza precedenti: «A donare sono stati in 6479, per un totale di 200.641 dollari. La raccolta di fondi è durata 32 giorni e si è chiusa il primo giugno, segnando un record che per ora resta imbattuto ». E pensare che i quattro ragazzi avevano chiesto solo diecimila dollari.

Impossibile non chiedere a Salzberg e Zhitomirskiy come ne gestiscono il peso di tante aspettative da soddisfare. Risponde Ilya: «C’è chi pensa che non ce la faremo mai e chi crede in noi. La verità è che, di volta in volta, noi abbiamo soddisfatto e continuiamo a soddisfare le attese. Non c’è alcuna magia – prosegue Ilya – semplicemente, lavoriamo duramente 12 ore al giorno. Qualcosa funziona al primo colpo, qualcosa invece richiede ulteriore sviluppo: ciò che ci che dà forza è sentire l’entusiasmo della gente per quello che stiamo facendo. Entusiasmo che in molti modi sta plasmando il progetto stesso, iniziato come un “sogno da nerd” e diventato qualcosa che appartiene a tutti. Insomma – conclude Zhitomirskiy – è rispettando le nostre promesse che gestiamo la responsabilità che ci è stata data».

Chiaro, diretto, lucido. Direste che ha solo vent’anni?

Update : essendo uno tra le migliaia di donatori che hanno finanziato il progetto tramite Kickstarter, ho ricevuto una comunicazione ufficiale riguardo al rilascio della alpha di Diaspora. Eccone una parte:

Alpha Invites Coming
By Daniel G. Maxwell S. Raphael S. Ilya Z.
Hello backers,

Yesterday we started sending out invites for our Alpha server at https://joindiaspora.com. We are slowly inviting people, starting with the 6500ish of all of you. We are taking baby steps in this process, fixing problems as they crop up. This is going to help us solve problems we could have never anticipated. It may take awhile for them to get to all of you. Rest assured, they are coming.[…]

These are exciting times for all of us!

Thanks for supporting Diaspora,

Maxwell

La Tv fa blip – Intervista con Dina Kaplan di Blip.tv

A metà ottobre, ospite a Roma dell’Ambasciata americana, ho avuto il piacere di incontrare e intervistare per l’Espresso Dina Kaplan, co-fondatrice della start-up newyorkese Blip.Tv e oggi responsabile in azienda di marketing, pubbliche relazioni, finanza, partnership e risorse umane.

Il risultato dell’incontro è un lungo articolo ora disponibile anche sul sito web del giornale di cui questo è l’attacco:

Un tizio con una telecamera puntata in faccia parla di cinema e di cultura pop degli anni Ottanta. Le sue recensioni cinematografiche sono intelligenti e irriverenti, anche se talvolta scurrili, mentre la qualità della ripresa ricorda a ogni istante che tutto è realizzato in modo abbastanza amatoriale, o comunque con mezzi economici alla portata di tutti.

Il programma si chiama “Nostalgia Critic” ed è uno dei 17 Web show prodotti dalla Channel Awesome di Chicago. Secondo le ultime rilevazioni, viene seguito da oltre 600 mila spettatori a settimana: tutti raggiunti grazie a Blip.tv, aggregatore on line che fornisce servizi per la pubblicazione, la promozione, l’advertising e la distribuzione di show su Internet creati da video maker indipendenti.

“Il nostro è il primo network televisivo veramente democratico”, sostiene Dina Kaplan, cofondatrice della start-up newyorkese e oggi responsabile in azienda di marketing, pubbliche relazioni, finanza, partnership e risorse umane. E aggiunge: “Siamo una piattaforma per la condivisione e distribuzione di contenuti video che libera sia i “producer” sia la loro audience dalle costrizioni imposte dai media tradizionali”.

Continua a leggere sul sito web de L’Espresso

Let the “empowered” employees save your business

When Josh Bernoff wrote “Groundswell” together with Charlene Li, he brought to light a “spontaneous movement of people using online tools to connect, take charge of their experience, and get what they need – information, support, ideas, products, and bargaining power – from each other”.

Those people are the new “Empowered” users the company have now to deal with. But how? Where the traditional means of corporate pr are due to fail, there the answer is letting the employees embracing the social technologies and use them to reach out and solve customers’ problems.

The time has come, once and for all, to “transform your company through the employees called HEROes (highly empowered and resourceful operatives)”. A new, giant leap ahead well described by Bernoff and his co-author Ted Schadler in a new book entitled “Empowered“, where they give account of 25 case studies an dozens of examples.

I met Josh and Ted during the O’Reilly Web2.0 expo in New York and asked them a couple of questions. You can listen to their answers in the following two podcasts.

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Elspeth Rountree explains what a meme is

Elspeth_rountree_alessio_jaconaIt’s the end of september and the Web2.0 Expo 2010 is taking place in a rainy New York city. I had the chance to chat with Elspeth Rountree, who is senior producer, host, and co-creator of both Rocketboom Tech and Know Your Meme series.

In a four minute interview she brilliantly explains what memes are and how they “have gone from inside joke to marketing gimmick to worldwide cultural phenomena”.

enjoy

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Foto: Luca Sartoni (original version here)

Derrick de Kerckhove e l’amicizia ai tempi di Facebook (aggiornato)

UPDATE: l’articolo è disponibile anche online sul sito de IlSole24Ore

Oggi sul Nova24 – IlSole24Ore, pag.9, c’è una mia intervista con il sociologo canadese, direttore Programma McLuhan in Cultura e Tecnologia. Riporto qui l’attacco del pezzo per invogliarvi alla lettura:

«Oggi parole importanti come “amicizia” e “amico” non indicano lo status effettivo di una relazione, ma le sue potenzialità ancora tutte da esplorare», un futuro possibile che non si è ancora verificato. Derrick de Kerckhove, direttore del McLuhan Program in Culture and Technology, docente e sociologo di fama internazionale, sorride divertito mentre spiega come l’avvento dei social network, e in particolare di Facebook, stia modificando radicalmente il nostro modo di intendere i rapporti sociali, così come il significato che diamo alle parole usate per descriverli.

Come sempre, sono graditi i feedback.

Leweb ’09, l’intervento della regina Rania di Giordania

“Ricordate: Il Real – time web è una grande esperienza umana che può portare cambiamenti reali all’umanità. Voi siete coloro che hanno finalmente il potere di unire l’attivismo online alla realtà, di rendere il “life-streaming” qualcosa in grado di cambiare la vita delle persone”.

Intervenuta come ospite d’onore di Leweb ’09, La regina Rania di Giordania ha parlato per sedici, intensi minuti e il suo discorso può essere diviso in due parti: nella prima, la regina ha iniziato scherzando con l’audience (il mio intervento è di 140 caratteri), e poi ha raccontato come la Rete abbia cambiato la sua vita e semplificato il suo modo di rapportarsi con le persone. “Mi sono resa conto che il mio io virtuale riesce ad arrivare più vicino alla gente di quello reale – ha spiegato – certo è difficile avvicinarsi agli altri se si è una regina, ma online la gente non ha paura di dire ciò che pensa, ognuno è libero di esprimersi e questo nuovo modo di connettersi consente alle persone di raggiungermi, comunicare con me e fornirmi informazioni importanti”.

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